Il Forma cambia Forma. Lunga vita alla Fotografia.

Pubblicato ottobre 18, 2013 in News Fotografiche

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L’Italia non ama la Fotografia.

Non ama nemmeno la Cultura in toto se è per questo ma la Fotografia proprio non le va giù.

Certo che abbiamo dei casi ecclatanti nel nostro Paese, sia per quanto riguarda grandi maestri (Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli, Franco Fontana, solo per citarne alcuni…) sia per quanto riguarda i festival della Fotografia (Photoshow, Fotografia Europea…) e, ovviamente per i cosidetti “musei della Fotografia” come il Museo della fotografia contemporanea di Cinisello Baslamo, il Museo Nazionale Alinari della Fotografia, la Fondazione Fotografia di Modena e il Forma di Milano.

Già, parliamo proprio del Forma che negli ultimi otto anni ha portato oltre mezzo milione di visitatori a scoprire le opere di grandissimi nomi della fotografia: da Gianni Berengo Gardin a Richard Avedon da Henri Cartier-Bresson a Robert Mapplethorpe e ancora Robert Doisneau, Josef Koudelka, Elliott Erwitt, Martin Parr, Robert Capa, Sebastião Salgado, Peter Lindbergh, Albert Watson, Bettina Rheims, Willy Ronis, Jacques Henri Lartigue, Antoine D’Agata, Gordon Parks e la lista prosegue ancora e ancora ma poi ad un certo punto termina. E termina proprio adesso, con l’ultima mostra dedicata a questi otto anni di attività del Forma che vede l’esposizione di un potpourri di fotografie che raccontano i momenti più belli e salienti degli ultimi otto anni.

Perchè tutto questo? Perchè il Forma deve chiudere? Più o meno per gli stessi motivi di sempre che vede la cultura italiana relegata agli ultimi scalini nella piramide delle priorità e perchè, come sempre, lo stato (italiano) e il comune (di Milano) non sono stati in grado di valorizzare al meglio uno dei baluardi meglio attrezzati e gestiti per la fruizione e la valorizzazione della cultura fotografica italiana.

Non sto qui a scendere nei particolari, molto si è dibattuto in questi giorni tra il presidente della Fondazione Forma e la Giunta Comunale di Milano, la quale ad una minima richiesta di aiuto ha risposto più o meno con un “Arrangiatevi”. A due anni dall’Expo posso solo dire che non è stata una grande mossa. Come sempre ai posteri andrà l’ardua sentenza.

Vi riporto solo alcuni link dove sono riportati in maniera integrale i dibattiti e le conferenze stampe avvenute nei giorni scorsi.

La Repubblica

Il Post

V’invito a leggere inoltre la conferenza stampa tenutasi ieri al Forma dove il presidente, Roberto Koch, presenta il suo nuovo Forma fatto, nonostante tutto, di speranza e positività per i futuro, all’interno di un Paese ancora troppo legato a schemi classicistici e rinascimentali dai quali, sicuramente, dovremmo imparare a slegarci.

Forma chiude ma non molla. La Fondazione rimane, attiva più che mai ma diventa itinerante e girovaga per l’Italia e il resto del mondo cercando (e credetemi, ci riuscirà alla grande) e lavorando nell’intento di portare la cultura fotografica ai massimi vertici e cercando, per quanto possibile, di farci capire, una volta per tutte che è di Arte che stiamo parlando.

A buon intenditor …

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